
COMMENTO SEMI-SERIO DEL CAMPIONATO IN CORSO
Ovvero: come sopravvivere al sesto posto con stile (e ottime cene)
Di Marco Cavallo – sbandieratore annoiato con toscanello – Cerneglons 50
Otto partite disputate, un sesto posto che sa di miracolo sportivo e una certezza granitica: il Signor Conte cucina meglio di quanto Cerneglons 50 giochi a calcio. Ma andiamo con ordine.
Il girone unico di quindici squadre ci vede attualmente in una posizione che definirei “dignitosamente mediocre”. Sì, perché se è vero che siamo sesti, è altrettanto vero che il nostro percorso assomiglia più a un elettrocardiogramma impazzito che a una prestazione sportiva. Più bassi che alti, più disastri che capolavori, più “oddio cosa stiamo facendo” che “guardate che squadra”.
IL MISTERO DELLA PARTITA PERFETTA
Tra le otto gare disputate, una – e sottolineo UNA – si è distinta per un livello di gioco degno di questo nome. Coincidenza vuole che fosse proprio quella in cui il mister era in vacanza a godersi un meritato riposo. La squadra, coordinata in seconda dai nostri due o accentati, Buttò e Scarfò, ha inspiegabilmente trovato ordine, sincronizzazione e persino qualche schema. Caro mister, non volermene, ma… che sia un segnale? Magari una bella vacanza permanente? (Scherzo, ovviamente)
DIAGNOSI TECNICA: CAOS ORGANIZZATO (MA POCO)
La realtà è che abbiamo elementi fortissimi in tutti i reparti. Gente che sa giocare, che ha tecnica, esperienza. Il problema? Trovarli tutti insieme nello stesso momento, nello stesso posto, con le idee chiare su cosa fare. Il nostro gioco è spesso disordinato come un cassetto di posate dopo un terremoto. La difesa? A volte sincronizzata come un balletto, altre volte sembra che ognuno stia giocando una partita diversa. L’attacco? Incisivo quanto un coltello da burro.
Ma – e qui sta il bello – le potenzialità ci sono. Eccome se ci sono! Si tratta solo di trovare il giusto assetto, il ruolo ideale per ciascuno, e magari ricordarci che giochiamo tutti per la stessa maglia.
IL SIGNOR CONTE E LE SUE DELIZIE
Un plauso doveroso va a tutti quelli che si danno da fare per la squadra, che giocano poco ma non mollano mai, perché alla fine conta il gruppo. Ma se devo essere sincero, il vero merito del nostro sesto posto va al Signor Conte. Ogni giovedì, dopo l’allenamento, quest’uomo compie un miracolo: produce pietanze da locale stellato, creando un’armonia di gruppo da far invidia ai cori alpini.
Il paradosso tragico? Questa meravigliosa coesione culinaria del giovedì sera si dissolve come neve al sole il sabato in campo. Evidentemente il calcio richiede qualcosa in più della capacità di coordinare forchetta e coltello.
NUOVI INNESTI E TESSERATI FANTASMA
Qualche nuovo arrivo c’è stato, ed anche molto validi ma, pochi per la verità. E poi abbiamo una lunga lista di tesserati che esistono solo sulla carta – una specie di calciatori di Schrödinger: sono contemporaneamente nella squadra e fuori dalla squadra, finché non aprì la porta dello spogliatoio e scoprì che non ci sono.
GUARDANDO AL FUTURO (CON OTTIMISMO CRITICO)
La pausa natalizia darà tempo per riflettere, ricaricare le batterie e magari capire cosa vogliamo fare da grandi. Convinzione che alla ripresa del 9 febbraio le potenzialità dei singoli sbocceranno come fiori di primavera. Il mister saprà trovare la quadra, valorizzare i talenti, scoprire l’assetto giusto e portarci verso i piani alti della classifica.
O almeno, questa è la speranza. Nel frattempo, continuiamo a goderci le cene post-allenamento del Signor Conte. Perché se è vero che il calcio è importante, è altrettanto vero che a stomaco pieno anche il sesto posto sa di vittoria.
Forza Cerneglons! Che la seconda fase del campionato ci trovi più affamati di gloria che di lasagne!
Buona vita